venerdì 2 ottobre 2009

Siamo sopravvissuti ai pomodori!

Nell' "O'Dunnis" Irish pub ci sono circa 30 persone che raccolgono pomodori e per 3 settimane sono stato uno di loro.

E' un lavoro duro, sottopagato e monotono.

La sveglia è alle 4 e mezza ed in quel momento tutto è confuso: una lavata coi denti, le bottiglie d'acqua, pane e nutella, il pranzo nella bosa frigo e dritto a conquistare un buon posto nel bus accanto ad un finestrino dove poter dormire ancora il tempo del viaggio da qua alla farm (circa un'ora). Quando riapri gli occhi c'è già il sole il quale oltre a fare capolino rompe anche un po' i coglioni.
Scendo dal bus e c'è una marea di gente proveniente da tutto il mondo e una donna asutraliana sulla 50ina che urla con una voce penetrante "HEY GUYS! FIND YOUR DRIVERS! COMEON!".
Quella donna è Welda, diciamo il nostro boss.
Il lavoro è organizzato a squadre di 13 persone di cui 7 stanno sulle 7 file di pomodori a destra di una strada e 6 a sinistra, al centro ci sta il rimorchio con i cesti da riempire. Praticamente noi riempiamo dei secchi di pomodori e quando uno di noi finisce il secchio urla "BUCKET SIX!" se siamo a sinistra o "BUCKET SEVEN!" se siamo a destra, allora il driver arriva col rimorchio e noi gli passiamo i secchi e lui riempe i cesti.
Ogni cesto è pagato 80 dollari, il chè significa che ogni persona guadagna 6.15 dollaria cesto e un team veloce abitualmente raccoglie dai 20 ai 25 cesti al giorno, qualche volta anche 30 o 35. I team più veloci hanno una media di circa 28-30 cesti al giorno.
I primi giorni la schiena ti abbandona presto e inizia ad essere veramente doloroso, in più la temperatura percepita intorno alle ore più calde è di circa un milione di gradi centigradi, il sudore esce dai pori a spruzzi e verso pranzo hai già finito l'acqua fresca e ti tocca riempire la tua bottiglia con l'acqua di welda che oltre ad essere calda, ha un saporaccio.
alle 10 del mattino c'è la prima pausa, mezzoretta e c'è già chi giace sconfitto sdraiato sul campo la pausa successiva è intorno a mezzogiorno e po dritti fino alle 5 e mezza di sera con la schiena inarcata per prendere i pomodori che stanno sotto la pianta, e cercare di essere il più veloce possibile.
Alla fine della giornata si ritorna dal capannone della farm si aspetta che tutti finiscano e si torna indietro. Alle 7 di sera riapro gli occhi, è buio già da una mezzora abbondante e il viaggio nel bus mi ha distrutto le gambe e la schiena, mi alzo saluto Maggie (l'autista) e corro a cercare di occupare una doccia prima che tutte siano piene, preparo da mangiare anche per il pranzo del giorno dopo e vado a nanna.

Tuttosommato lavorare nei pomodori è divertente, siamo tutti ragazzi e incredibilmente anche in questa situazione riusciamo a divertirci! senza contare le ragazze svedesi...

Inoltre d'ora in poi nella vita apprezzerò maggiormente qualsiasi tipo di lavoro!

Ora che io e Marco siamo tornati a lavorare con le piante di caffè, dove il lavoro non è cosi' duro sento persino la mancanza del periodo "pomodori" ma non durerà tanto: probabilmente dopo la prossima settimana torneremo sul campo!