sabato 19 marzo 2011

Good Morning!



A lavorare mo', cià!

Michael Crichton


Quando avevo 10 anni erano tempi duri: se uno non sapeva i nomi dei dinosauri, le loro dimensioni, il peso, il dove e quando si ipotizzava fossero vissuti e le loro supposte abitudini alimentari era uno sfigato.

Era il 1994 e frequentavo l'ultimo anno delle elementari e una volta uscito da scuola tornavo a casa e consultavo il mio libro dei dinosauri fantasticando e ipotizzando. Il mio sogno, ma era quello di tutti era diventare un paleologo che nella mia mente era un po' una figura a metà strada Indiana Jones e Critoforo Colombo.

Ora so' che causa di tutto ciò fu l'arrivo in Italia del celebre Film campione di incassi "Jurassic Park" diretto da Steven Spielberg. Ricordo che i Telegiornali già allora non si occupavano di informazione ma di intrattenimento e passavano interviste al famoso Regista piuttosto che spezzoni del "Making of".

Il film certamente fu stupendo, io dovetti aspettare che lo passassero in tv 2 anni dopo per guardarlo.Il tormentone era ormai tramontato, ma anche 2 anni dopo mi colpì la scena del Tirannosauro che rovescia la jeep tant'è che ho il ricordo visivo bello fresco a distanza di 15 anni.
Ricordo al telegiornale dissero che in qualche parte del mondo la gente scappava dalle sale cinematografiche urlando di terrore.

Un mesetto fa mi è capitato per puro caso tra le mani il doppio libro "Jurassic Park & Congo scritto da Michael Crichton"

Ho preso e due piccioni con una fava, anche di "Congo" è stato fatto un cortometraggio che a suo tempo mi piacque un sacco e fu tra le altre cosa il primo film che vidi sul computer( Per la cronaca era un VCD mi avevano passato ).

Michael Crichton ha uno stile narrativo molto coinvolgente e approfondisce nei suoi libri una serie di argomenti piuttosto interessanti i quali mettono un paio di ali alla fantasia.

Non ci sono più i bestseller di una volta... hahahha

giovedì 17 marzo 2011

150 candeline

Mi scusi Presidente
non è per colpa mia
ma questa nostra Patria
non so che cosa sia.
Può darsi che mi sbagli
che sia una bella idea
ma temo che diventi
una brutta poesia.
Mi scusi Presidente
non sento un gran bisogno
dell’inno nazionale
di cui un po’ mi vergogno.
In quanto ai calciatori
non voglio giudicare
i nostri non lo sanno
o hanno più pudore.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
se arrivo all’impudenza
di dire che non sento
alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi
e altri eroi gloriosi
non vedo alcun motivo
per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente
ma ho in mente il fanatismo
delle camicie nere
al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque
questa democrazia
che a farle i complimenti
ci vuole fantasia.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese
pieno di poesia
ha tante pretese
ma nel nostro mondo occidentale
è la periferia.

Mi scusi Presidente
ma questo nostro Stato
che voi rappresentate
mi sembra un po’ sfasciato.
E’ anche troppo chiaro
agli occhi della gente
che tutto è calcolato
e non funziona niente.
Sarà che gli italiani
per lunga tradizione
son troppo appassionati
di ogni discussione.
Persino in parlamento
c’è un’aria incandescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
dovete convenire
che i limiti che abbiamo
ce li dobbiamo dire.
Ma a parte il disfattismo
noi siamo quel che siamo
e abbiamo anche un passato
che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente
ma forse noi italiani
per gli altri siamo solo
spaghetti e mandolini.
Allora qui mi incazzo
son fiero e me ne vanto
gli sbatto sulla faccia
cos’è il Rinascimento.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese
forse è poco saggio
ha le idee confuse
ma se fossi nato in altri luoghi
poteva andarmi peggio.

Mi scusi Presidente
ormai ne ho dette tante
c’è un’altra osservazione
che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri
noi ci crediamo meno
ma forse abbiam capito
che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente
lo so che non gioite
se il grido “Italia, Italia”
c’è solo alle partite.
Ma un po’ per non morire
o forse un po’ per celia
abbiam fatto l’Europa
facciamo anche l’Italia.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.

Giorgio Gaber

mercoledì 16 marzo 2011

Agustin Amigo




Agustin Amigo è un'artista spagnolo che davvero vele la pena di ascoltare. Il suo album "Words I couldn't say" è un fagotto di emozioni tutte da visitare.

martedì 15 marzo 2011

Millemila kilometri


Il 2010 è stato uno degli anni più lunghi della mia vita.Per me tutto è iniziato a Sydney esattamente a Watson bay, sopra Bondi Beach. Da li' ho visto i famosi fuochi d'artificio sull'harbour bridge e ho brindato al nuovo anno cantando e ballando in buona compagnia.

Senza soldi e un po' annoiato da Sydney mi sono ritrovato di nuovo in mezzo al farmwork in una località un po' nell'Outback Queenslandese che si chiama "Mundubbera" dove ho iniziato a lavorare con gli alberi di mandarini.

Nel frattempo ho girato molto la Burnnett river area, cosiddetta "wide bay" con un paio di scappatelle a Nimbin, byron bay, sunshine coast, Brisbane per ricaricare le batterie.

Mundubbera è una Town costituita da una via sola, un giornalaio, un panettiere, un macellaio, un supermercato ma 2 Pub! 5 ore da Brisbane 3 ore da Bundaberg.

Al contrario di quanto un profano possa pensare visitandola,Mundubbera è uno di quei luoghi meta di persone (straniere e Australiane) che vogliono tirare su un po' di soldi senza spendere in affitti, trasporti.

Tanti backpackers si fermano più a lungo, e c'è anche gente che stava lì già da più di un anno, cosa che mi sembrava incredibile a Febbraio 2010.

Quel mese è stato abbastanza ricco di eventi con una cornice di una situazione lavorativa piuttosto stabile. Mi sono trovato in uno di quei triangoli nei quali qualsiasi uomo una volta nella vita: "io sto con lei si cui non m'importa molto ma piaccio all'amica più figa che ha appena litigato con lei" , Mi sono spostato a vivere in una casa quasi decente dove ho incontrato persone spaciali.


Quando sei l'unico Italiano in mezzo ad una massa di cinesi,taiwanesi, jappi e koreani sicuramente :

1- OVER REACTION:
A presindere da cosa una persona ti dica, la tua risposta iniza sempre con una accentuata esclamazione di stupore.

2-INNOODLAMENTO RISATICO
Mangi ed apprezzi svariate qualità di Noodles provenienti da diversi paesi. Il riso diventa un must, Inizi a domandarti come facevi a vivere senza Ricecoocker.

3-XTREME PARTYING
I tuoi party diventano piacevoli conversazioni a tavola dove tutti bevono innumerevoli quantità di birra, senza diventare di colpo persone stupide.

Intorno a maggio il Triangolo si era spezzato e mundubbera iniziava ad essere affollata.
Una domenica di quelle dove anche il sole è pigro ero seduto sulla veranda gustando il mio Maxibon quando a un tratto sento che ad una 50ina di metri di distanza nel caravan park dei backpackers qalcuno stava suonando qualche tipo di percussione con discreta abilità.
Vado li' ad ascoltare questo ragazzo Giapponese esercitarsi nel regno dei battiti e degli accenti del suo djambè.
Lo guardo, gli faccio: "Hi"; lui mi risponde con un cenno della testa senza distoglere il pensiero dal suo suonare.
In un lampo sono volato a casa ho preso la chitarra e sono tornato. Dopo aver Jammato per un paio di ore con gusto ci siamo presentati "I'm Yas", "Nice to meet you Yas!".
In quelle settimane Claudio è arrivato in "paese" percio' ero tornato un po' più sulla mia italianità, intendo pizza, ragù carbonara risotti, party "normali" con altri ragazzi europei e un ragazzo superfunny africano. Ogni day-off super partita a calcio.. Belle giornate.

Quei tempi ho venduto il Falcone, dopo avere passato una giornata intera a "divertirmi" in strade sterrate. Falcone sempre nel cuore!

Quando Claudio lasciò il paesino per andare a Melbourne, ho stretto amicizia con Michael Shoow Colin Nico Liban Dai Tommy e altre persone che poi sarebbero diventate compagne di viaggio.

Prima di lasciare Mundubbera abbiamo fatto un po' tutti un bellissimo e memorabile road trip verso Nimbin e Byron, Dove io e Yas ci siamo esibiti in un duetto acustico ogni qual volta ne sentivamo il bisogno. In un ora riuscivamo a tirare su 100$, abbastanza per la benza!

Era novembre e io Michael colin shoow e nico abbiamo deciso di andare a Emerald per cambiare un po' aria e per raccogliere L'uva.

Emerald si trova un po' più a nord, 500km da Mundubbera e 800 da Bundaberg, 300 da Rockhampton.
Ci siamo trovati a vivere in una specie di complesso abitativo costruito per lavoratori. Le abitazioni erano stanze ricavate da conteiners, una cucina comune e una torre dell'acqua (nella quale ho fatto il bagno a capodanno )

Vivevo in mezzo agli indiani.
Gli indiani sono brava gente però sono davvero rumorosi e un po' troppo agressivi,specialmente quando si ubriacano. Ogni party era motivo di rissa tra diversi gruppi.

Emerald appariva a Me come una grande città c'era tutto quello che potessi desiderar... aspetta. Dov'è il negozio di strumenti musicali? non c'è? NAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!

C'era la piscina, Palestra per giocare a Basket gratuita, 2 pizzerie un bottleshop aperto di notte e come cigliegina sulla torta la cucina era munita di tavolo da ping pong per sfide mozzafiato dopolavoro.

Il lavoro non era male, l'unico vero problema erano le zanzare! Erano così tante che una volta ho chiuso la mia mano e senza farci caso ne ho uccise 4!
Spray o braccialetti antizanzara d'obbligo!

Dopo diverse "Avventure" con l'allagamento che aveva invaso Emerald il giorno del mio compleanno, eccomi li' capotanno 2011 con una torcia in una mano e spumante sull'altra su un lato del fiume ingrossato dall'allagamento sperando di vedere una risposta dall'altro lato.
10 9 8 7 6 5 4 3 2 1. "stappp!" Buon 2011!!! e cosa? vedo una luce lontana dall'altra parte! Spettacolo!

Ora sono tornato "incredibilmente" A Mundubbera con Oussama e Abdul, due amici Lebanesi.
Incontrato Yas, Claudio e altri "vecchi" amici qua intorno. Ho deciso di andare a vivere un po' fuori dalla già piccola town da solo e ora sto scrivendo da un piccolo caravan nel mezzo del niente.

Ho una bicicletta che uso per andare a lavoro e qualche volta per andare in town a fare un saluto alla gente, fortunatamente ho trovato un'antenna per internet e telefono e sto facendo un po' la vita dell'eremita circondato da canguri e dingo.



-cià!