Australian Trip
and starwars!
sabato 26 marzo 2011
sabato 19 marzo 2011
Michael Crichton

Quando avevo 10 anni erano tempi duri: se uno non sapeva i nomi dei dinosauri, le loro dimensioni, il peso, il dove e quando si ipotizzava fossero vissuti e le loro supposte abitudini alimentari era uno sfigato.
Era il 1994 e frequentavo l'ultimo anno delle elementari e una volta uscito da scuola tornavo a casa e consultavo il mio libro dei dinosauri fantasticando e ipotizzando. Il mio sogno, ma era quello di tutti era diventare un paleologo che nella mia mente era un po' una figura a metà strada Indiana Jones e Critoforo Colombo.
Ora so' che causa di tutto ciò fu l'arrivo in Italia del celebre Film campione di incassi "Jurassic Park" diretto da Steven Spielberg. Ricordo che i Telegiornali già allora non si occupavano di informazione ma di intrattenimento e passavano interviste al famoso Regista piuttosto che spezzoni del "Making of".
Il film certamente fu stupendo, io dovetti aspettare che lo passassero in tv 2 anni dopo per guardarlo.Il tormentone era ormai tramontato, ma anche 2 anni dopo mi colpì la scena del Tirannosauro che rovescia la jeep tant'è che ho il ricordo visivo bello fresco a distanza di 15 anni.
Ricordo al telegiornale dissero che in qualche parte del mondo la gente scappava dalle sale cinematografiche urlando di terrore.
Un mesetto fa mi è capitato per puro caso tra le mani il doppio libro "Jurassic Park & Congo scritto da Michael Crichton"
Ho preso e due piccioni con una fava, anche di "Congo" è stato fatto un cortometraggio che a suo tempo mi piacque un sacco e fu tra le altre cosa il primo film che vidi sul computer( Per la cronaca era un VCD mi avevano passato ).
Michael Crichton ha uno stile narrativo molto coinvolgente e approfondisce nei suoi libri una serie di argomenti piuttosto interessanti i quali mettono un paio di ali alla fantasia.
Non ci sono più i bestseller di una volta... hahahha
venerdì 18 marzo 2011
giovedì 17 marzo 2011
150 candeline
Mi scusi Presidente
non è per colpa mia
ma questa nostra Patria
non so che cosa sia.
Può darsi che mi sbagli
che sia una bella idea
ma temo che diventi
una brutta poesia.
Mi scusi Presidente
non sento un gran bisogno
dell’inno nazionale
di cui un po’ mi vergogno.
In quanto ai calciatori
non voglio giudicare
i nostri non lo sanno
o hanno più pudore.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
se arrivo all’impudenza
di dire che non sento
alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi
e altri eroi gloriosi
non vedo alcun motivo
per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente
ma ho in mente il fanatismo
delle camicie nere
al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque
questa democrazia
che a farle i complimenti
ci vuole fantasia.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Questo bel Paese
pieno di poesia
ha tante pretese
ma nel nostro mondo occidentale
è la periferia.
Mi scusi Presidente
ma questo nostro Stato
che voi rappresentate
mi sembra un po’ sfasciato.
E’ anche troppo chiaro
agli occhi della gente
che tutto è calcolato
e non funziona niente.
Sarà che gli italiani
per lunga tradizione
son troppo appassionati
di ogni discussione.
Persino in parlamento
c’è un’aria incandescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
dovete convenire
che i limiti che abbiamo
ce li dobbiamo dire.
Ma a parte il disfattismo
noi siamo quel che siamo
e abbiamo anche un passato
che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente
ma forse noi italiani
per gli altri siamo solo
spaghetti e mandolini.
Allora qui mi incazzo
son fiero e me ne vanto
gli sbatto sulla faccia
cos’è il Rinascimento.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Questo bel Paese
forse è poco saggio
ha le idee confuse
ma se fossi nato in altri luoghi
poteva andarmi peggio.
Mi scusi Presidente
ormai ne ho dette tante
c’è un’altra osservazione
che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri
noi ci crediamo meno
ma forse abbiam capito
che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente
lo so che non gioite
se il grido “Italia, Italia”
c’è solo alle partite.
Ma un po’ per non morire
o forse un po’ per celia
abbiam fatto l’Europa
facciamo anche l’Italia.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.
Giorgio Gaber
mercoledì 16 marzo 2011
Agustin Amigo
Agustin Amigo è un'artista spagnolo che davvero vele la pena di ascoltare. Il suo album "Words I couldn't say" è un fagotto di emozioni tutte da visitare.
martedì 15 marzo 2011
Millemila kilometri
Il 2010 è stato uno degli anni più lunghi della mia vita.Per me tutto è iniziato a Sydney esattamente a Watson bay, sopra Bondi Beach. Da li' ho visto i famosi fuochi d'artificio sull'harbour bridge e ho brindato al nuovo anno cantando e ballando in buona compagnia.
Senza soldi e un po' annoiato da Sydney mi sono ritrovato di nuovo in mezzo al farmwork in una località un po' nell'Outback Queenslandese che si chiama "Mundubbera" dove ho iniziato a lavorare con gli alberi di mandarini.
Nel frattempo ho girato molto la Burnnett river area, cosiddetta "wide bay" con un paio di scappatelle a Nimbin, byron bay, sunshine coast, Brisbane per ricaricare le batterie.
Mundubbera è una Town costituita da una via sola, un giornalaio, un panettiere, un macellaio, un supermercato ma 2 Pub! 5 ore da Brisbane 3 ore da Bundaberg.
Al contrario di quanto un profano possa pensare visitandola,Mundubbera è uno di quei luoghi meta di persone (straniere e Australiane) che vogliono tirare su un po' di soldi senza spendere in affitti, trasporti.
Tanti backpackers si fermano più a lungo, e c'è anche gente che stava lì già da più di un anno, cosa che mi sembrava incredibile a Febbraio 2010.
Quel mese è stato abbastanza ricco di eventi con una cornice di una situazione lavorativa piuttosto stabile. Mi sono trovato in uno di quei triangoli nei quali qualsiasi uomo una volta nella vita: "io sto con lei si cui non m'importa molto ma piaccio all'amica più figa che ha appena litigato con lei" , Mi sono spostato a vivere in una casa quasi decente dove ho incontrato persone spaciali.
Quando sei l'unico Italiano in mezzo ad una massa di cinesi,taiwanesi, jappi e koreani sicuramente :
1- OVER REACTION:
A presindere da cosa una persona ti dica, la tua risposta iniza sempre con una accentuata esclamazione di stupore.
2-INNOODLAMENTO RISATICO
Mangi ed apprezzi svariate qualità di Noodles provenienti da diversi paesi. Il riso diventa un must, Inizi a domandarti come facevi a vivere senza Ricecoocker.
3-XTREME PARTYING
I tuoi party diventano piacevoli conversazioni a tavola dove tutti bevono innumerevoli quantità di birra, senza diventare di colpo persone stupide.
Intorno a maggio il Triangolo si era spezzato e mundubbera iniziava ad essere affollata.
Una domenica di quelle dove anche il sole è pigro ero seduto sulla veranda gustando il mio Maxibon quando a un tratto sento che ad una 50ina di metri di distanza nel caravan park dei backpackers qalcuno stava suonando qualche tipo di percussione con discreta abilità.
Vado li' ad ascoltare questo ragazzo Giapponese esercitarsi nel regno dei battiti e degli accenti del suo djambè.
Lo guardo, gli faccio: "Hi"; lui mi risponde con un cenno della testa senza distoglere il pensiero dal suo suonare.
In un lampo sono volato a casa ho preso la chitarra e sono tornato. Dopo aver Jammato per un paio di ore con gusto ci siamo presentati "I'm Yas", "Nice to meet you Yas!".
In quelle settimane Claudio è arrivato in "paese" percio' ero tornato un po' più sulla mia italianità, intendo pizza, ragù carbonara risotti, party "normali" con altri ragazzi europei e un ragazzo superfunny africano. Ogni day-off super partita a calcio.. Belle giornate.
Quei tempi ho venduto il Falcone, dopo avere passato una giornata intera a "divertirmi" in strade sterrate. Falcone sempre nel cuore!
Quando Claudio lasciò il paesino per andare a Melbourne, ho stretto amicizia con Michael Shoow Colin Nico Liban Dai Tommy e altre persone che poi sarebbero diventate compagne di viaggio.
Prima di lasciare Mundubbera abbiamo fatto un po' tutti un bellissimo e memorabile road trip verso Nimbin e Byron, Dove io e Yas ci siamo esibiti in un duetto acustico ogni qual volta ne sentivamo il bisogno. In un ora riuscivamo a tirare su 100$, abbastanza per la benza!
Era novembre e io Michael colin shoow e nico abbiamo deciso di andare a Emerald per cambiare un po' aria e per raccogliere L'uva.
Emerald si trova un po' più a nord, 500km da Mundubbera e 800 da Bundaberg, 300 da Rockhampton.
Ci siamo trovati a vivere in una specie di complesso abitativo costruito per lavoratori. Le abitazioni erano stanze ricavate da conteiners, una cucina comune e una torre dell'acqua (nella quale ho fatto il bagno a capodanno )
Vivevo in mezzo agli indiani.
Gli indiani sono brava gente però sono davvero rumorosi e un po' troppo agressivi,specialmente quando si ubriacano. Ogni party era motivo di rissa tra diversi gruppi.
Emerald appariva a Me come una grande città c'era tutto quello che potessi desiderar... aspetta. Dov'è il negozio di strumenti musicali? non c'è? NAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!
C'era la piscina, Palestra per giocare a Basket gratuita, 2 pizzerie un bottleshop aperto di notte e come cigliegina sulla torta la cucina era munita di tavolo da ping pong per sfide mozzafiato dopolavoro.
Il lavoro non era male, l'unico vero problema erano le zanzare! Erano così tante che una volta ho chiuso la mia mano e senza farci caso ne ho uccise 4!
Spray o braccialetti antizanzara d'obbligo!
Dopo diverse "Avventure" con l'allagamento che aveva invaso Emerald il giorno del mio compleanno, eccomi li' capotanno 2011 con una torcia in una mano e spumante sull'altra su un lato del fiume ingrossato dall'allagamento sperando di vedere una risposta dall'altro lato.
10 9 8 7 6 5 4 3 2 1. "stappp!" Buon 2011!!! e cosa? vedo una luce lontana dall'altra parte! Spettacolo!
Ora sono tornato "incredibilmente" A Mundubbera con Oussama e Abdul, due amici Lebanesi.
Incontrato Yas, Claudio e altri "vecchi" amici qua intorno. Ho deciso di andare a vivere un po' fuori dalla già piccola town da solo e ora sto scrivendo da un piccolo caravan nel mezzo del niente.
Ho una bicicletta che uso per andare a lavoro e qualche volta per andare in town a fare un saluto alla gente, fortunatamente ho trovato un'antenna per internet e telefono e sto facendo un po' la vita dell'eremita circondato da canguri e dingo.
-cià!
domenica 8 novembre 2009
venerdì 2 ottobre 2009
Siamo sopravvissuti ai pomodori!
La sveglia è alle 4 e mezza ed in quel momento tutto è confuso: una lavata coi denti, le bottiglie d'acqua, pane e nutella, il pranzo nella bosa frigo e dritto a conquistare un buon posto nel bus accanto ad un finestrino dove poter dormire ancora il tempo del viaggio da qua alla farm (circa un'ora). Quando riapri gli occhi c'è già il sole il quale oltre a fare capolino rompe anche un po' i coglioni.
Scendo dal bus e c'è una marea di gente proveniente da tutto il mondo e una donna asutraliana sulla 50ina che urla con una voce penetrante "HEY GUYS! FIND YOUR DRIVERS! COMEON!".
Quella donna è Welda, diciamo il nostro boss.
Il lavoro è organizzato a squadre di 13 persone di cui 7 stanno sulle 7 file di pomodori a destra di una strada e 6 a sinistra, al centro ci sta il rimorchio con i cesti da riempire. Praticamente noi riempiamo dei secchi di pomodori e quando uno di noi finisce il secchio urla "BUCKET SIX!" se siamo a sinistra o "BUCKET SEVEN!" se siamo a destra, allora il driver arriva col rimorchio e noi gli passiamo i secchi e lui riempe i cesti.
Ogni cesto è pagato 80 dollari, il chè significa che ogni persona guadagna 6.15 dollaria cesto e un team veloce abitualmente raccoglie dai 20 ai 25 cesti al giorno, qualche volta anche 30 o 35. I team più veloci hanno una media di circa 28-30 cesti al giorno.
I primi giorni la schiena ti abbandona presto e inizia ad essere veramente doloroso, in più la temperatura percepita intorno alle ore più calde è di circa un milione di gradi centigradi, il sudore esce dai pori a spruzzi e verso pranzo hai già finito l'acqua fresca e ti tocca riempire la tua bottiglia con l'acqua di welda che oltre ad essere calda, ha un saporaccio.
alle 10 del mattino c'è la prima pausa, mezzoretta e c'è già chi giace sconfitto sdraiato sul campo la pausa successiva è intorno a mezzogiorno e po dritti fino alle 5 e mezza di sera con la schiena inarcata per prendere i pomodori che stanno sotto la pianta, e cercare di essere il più veloce possibile.
Alla fine della giornata si ritorna dal capannone della farm si aspetta che tutti finiscano e si torna indietro. Alle 7 di sera riapro gli occhi, è buio già da una mezzora abbondante e il viaggio nel bus mi ha distrutto le gambe e la schiena, mi alzo saluto Maggie (l'autista) e corro a cercare di occupare una doccia prima che tutte siano piene, preparo da mangiare anche per il pranzo del giorno dopo e vado a nanna.
Tuttosommato lavorare nei pomodori è divertente, siamo tutti ragazzi e incredibilmente anche in questa situazione riusciamo a divertirci! senza contare le ragazze svedesi...
Inoltre d'ora in poi nella vita apprezzerò maggiormente qualsiasi tipo di lavoro!
Ora che io e Marco siamo tornati a lavorare con le piante di caffè, dove il lavoro non è cosi' duro sento persino la mancanza del periodo "pomodori" ma non durerà tanto: probabilmente dopo la prossima settimana torneremo sul campo!
martedì 11 agosto 2009
foto!
http://picasaweb.google.it/invizuz/Proserpine
Redback
Il Nostro lavoro
Praticamente quando tagliamo la canna un tizio guida un trattore che si fa strada tra le canne da tagliare per poi essere piantate e con una lama rotante le sega poi un nastro le porta fino ad un carrello. Quello che dobbiamo fare noi è fare sì che le canne siano disposte in modo uniforme tutto qua. Le canne che abbiamo tagliato poi vanno piantate nel terreno che è stato precedentemente trattato (credo). Un'altro trattore più grosso munito di spruzzatore di ammazzainsetti e di distributore di fertilizzante si prende il carrello pieno di canne. Ancora una volta noi in piedi sul carrello prendiamo le canne e le infiliamo dentro un buco sul retro del trattore (?) il trattore sminuzza la canna in pezzi più piccoli della lunghezza di una scarpa e succhiandosela la pianta nel terreno. Insomma quando facciamo le canne è davvero facile e non troppo impegnativo, l'unica leggera fatica è prendere i sacchi del fertilizzante (si chiama D.I.P.) che pesano 40 kg e versarli sugli appositi distributori nel trattore. Marco le prime volte barcollava, ma ultimamente ce la sta facendo alla grande.
Per quanto riguarda il caffè invece è tutto un altro paio di maniche. Quello che fanno fare a noi è tirare fuori gli alberi del caffè che non sono conformi alla coltivazione in un determinato campo.
L'albero del caffè è alto dal metro ai due metri ed i suoi frutti sono delle bacche attaccate nei vari rami che sono gialle o rosse. Nel terreno dove lavoriamo noi ci sono una ventina di file di un centinaio di alberi che hanno per lo più bacche gialle ma alcuni hanno le bacche rosse, quello che facciamo noi è tirare fuori con la pala gli alberi che hanno le bacche rosse.
È un lavoro davvero faticoso c'è da usare molta forza e gli alberi da togliere sono tanti.
Oltre a questo facciamo altri piccoli lavoretti che coinvolgono guidare portare roba da una parte all'altra, aiutare Dave a disporre i tubi per l'irrigazione e qualche volta spalare le bacche di caffe lasciate a marcire sottoterra per settimane.
Si'! Sottoterra, con la faccia immersa in una puzza di vomito misto merda con un leggero di retroodore di muffa causata da un liquame schifoso e da bacche marce.Ranichiati a spalare con a disposizione un metro quadrato di spazio non lo auguro a nessuno, e spero che non me lo rifacciano mai fare.
Tutti qua dicono che qui a Proserpine il miglior lavoro è il nostro e siamo gli unici backpakers a farlo.
La nostra attesa è stata ripagata.
Qua per ora si lavora, e la sera si cacciano quattro balle con i roommates, gli immancabili koreani e chi capita, qualche jam session con la chitarra, letture, musica, cucina...
che noia sto post... sorry! cya!
Ci facciamo le canne!
Com'è che siamo finiti nel nel pub/ostello irlandese (tipo il Molly genovese) che sta sulla main street di Proserpine in stanza con Puff Daddy e un estone metallaro di nome Remo?
Beh è successo tutto molto velocemente: Un giorno Nomon e Teresa (che sono le due ragazze di hongkong) ci dicono che c'è lavoro nel suddetto ostello e che hanno prenotato una stanza da 4 per noi e loro ma che dovevamo andare a confermare.
Senza pensarci neanche un'attimo siamo andati nel pub e abbiamo confermato la prenotazione , pagato la prima settimana e fatto un tour dell'ostello: orribile... ma si lavora. Il gestore è un'irlandese di nome Thomas appassionato di calcio ed in particolare del Celtic. Nomon e Teresa avrebbero già iniziato a lavorare il giorno dopo nella farm di Eggplant (melanzana) mentre io e Marco avremmo dovuto aspettare qualche giorno.
Qualche giorno? Era la prima volta che qualcuno non ci rispondeva 2 weeks!Eravamo quasi fiduciosi. Alla sera dello stesso giorno Thomas chiama Teresa e le dice che anche noi avremmo iniziato a lavorare il giorno dopo ma nella farm di canna da zucchero che si trova a un paio di km di distanza. Eravamo contentissimi ma nonostante tutto avevamo ancora un problema. Diana (che fa rima con... un sacco di cose) la gestrice dell'ostello dove alloggiavamo ci ha fatto comunque pagare l'affitto della settimana raccontandoci qualche cazzata riguardo a regole della compagnìa e bla bla bla, percio' alla fine avendo pagato l'affitto anche li' ci siamo restati ancora per una settimana. La Guest House quella domenica era già vuota eravamo rimasti in 4 io,Marco, Teresa e Nomon: tutti gli altri se n'erano già scappati a Bowen in un caravan park dove FORSE in 2 WEEKS avrebbero trovato lavoro.
Avevamo tutto l'ostello solo per noi e finalmente un cazzo di lavoro!
Passata la prima settimana siamo abbiamo traslocato nel pub, nella stanza da quattro, mentre le hongkongolesi se ne sono andate a Brisbane per 10 giorni poiché là hanno un lavoro in un festival che non è niente male. Loro sono davvero delle fiere e speriamo che tornino davvero!
Dopo una settimana nel pub è arrivato nella nostra stanza Remo. Remo è un'Estone di 24 anni che si è preso un'anno di pausa dallo studio per fare esperienze qui in australia e imparare a cavarsela da sé. La sua valigia è costituita per lo più da libri, ovviamente gliene ho scroccato subito uno.
Pochi giorni dopo abbiamo contattato Puff Daddy che stava nel caravan a Bowen per dirgli di venire da noi che c'era posto e lavoro.
E così eccoci qua. Questa è la nostra terza settimana di lavoro e i soldi iniziano a girare di nuovo. Guadagnamo dai 600 A$ ai 700 A$ e più a settimana, abbiamo il sabato e la domenica liberi, lavoriamo dalle 6.30 alle 15 con un'ora abbondante di pausa e l'affitto costa 165 A$.
lunedì 20 luglio 2009
...And Starcraft!
venerdì 17 luglio 2009
Guest House
Quello che ho imparato in questi giorni è che tra noi è loro c'è una vera e propria barriera culturale che subito è difficile da superare.
C'è Tommy dai noi ribattezzato BATMAN per via di una sua maglietta, che è qui in viaggio di nozze con sua moglie (lei :quando mi guarda ride sempre, cazzo avrà da ridere?) e un loro amico: Billy.
Loro non usano le sedie ma stanno accovacciati in una posizione scomodissima che abbiamo appreso essere quella da loro utilizzata durante il servizio militare.
In Korea del sud il servizio militare dura due anni, e non c'è scelta: se sei maschio e in salute lo devi fare per forza, Tommy guidava i tank(carroarmati) e di lui so poco altro ma una volta rotto il ghiaccio si è rivelata una persona molto simpatica e scherzosa.
Ma andiamo avanti con la presentazione dei personaggi: c'è IL BACCHETTONE e la sua fidanzata che sono una coppia di cui non so molto poichè non parlano molto bene l'inglese.Stanno sempre in camera loro a giocare a poker e li vediamo solo in cucina a pranzo e a cena...Per rompere il ghiaccio abbiamo cucinato le penne al ragù per loro e il giorno dopo loro ci hanno offerto una cena Koreana:Immancabile Riso(che ho imparato essere presente in tutti i pasti) con carne macinata saltata in padella insieme all'aglio e cipolla e una frittatina con il bacon a fare da contorno. Terribile.
La cosa peggiore è che loro non sono per niente di compagnìa. Drante le due cente fatte insieme il vigeva il silenzio. Immagino sia difficile per un koreano timido che mette malapena in fila due parole di inglese essere di compagnia perciò non ce la siamo presa a male e tuttavia ogni tanto proviamo a coinvolgerli in qualche attività con scarsi risultati.
LA MORTE: presenza inquietante della casa, sembra uscita fori direttamente da uno di quei titoli horror japponesi tipo "The Ring". La sua faccia è sempre coperta dal cappuccio della sua felpa e con neanche troppa fantasia la si può immaginare mietere anime con la falce in mano. Sarebbe un'ottima copertina per un disco Death Metal!
Lei è una koreana che ha vissuto in Texas. Dal texas provengono solo tori e [...] (full metal jacket N.D.A.).Insieme a lei c'è PUFF DADDY: La Versione koreana del nero di ghetto, con tanto di collanozza argentata con ciondolo a forma del suo nome scritto in corsivo, orecchino, magliette dei W-Tang-Clan e pantaloni oversize. nei rari momenti in cui non litiga con LA MORTE studia l'inglese e gioca a Pes oppure salta la corda di notte mentre la morte è accovacciata nella posizione da militare koreana con il cappuccio della felpa tirato su.
Tutto sommato è un fiero, tra gli asiatici qui è l'unico che riesce a pronunciare la "R" italiana e ha degli occhiali eccezzionali che mi ricordano quelli indossati da Frank-Hi-NRG nel video di "quelli che benpensano". Morte e Puff daddy sono di compagnìa e durante la giornata è piacevole fare qualche chiacchera con loro, strani ma simpaticissimi.
Nell'altra stanza ci sono le honkongolesi, Teresa e IL CAGNACCIO. Essendo di Honk Kong sono più vicine alla cultura occidentale,parlano bene l'inglese e perciò siamo andati subito d'accordo senza troppi problemi, guardiamo i film insieme e giochiamo a cirulla! (Cirulla è un gioco gegnovese simile alla scopa) e oggi loro hanno cucinato per noi un "Hong Kong meal" con l'immancabile riso col curry, una zuppa fatta con patate vegetali vari e ossa di pollo(!).. Non male a me è piaciuto, Marco invece ha avuto difficoltà con questo genere di sapori presto ricambieremo offrendo una cena italiana. Perchè CAGNACCIO? perchè la faccia è quella! Nient'altro!
Entrambe sono molto intraprendenti e hanno un'ottimo senso dell'umorismo, passiamo abbastanza tempo insieme a darci dritte sul da farsi a raccontarci come stanno le cose nei propri rispettivi paesi e guardare film. Siamo andati al mare e Teresa ha suonato per noi l'ocarina, che è uno strumento a fiato che ha un suono simile a quello di un flauto.
Ora la barriera è un po' sormontata capiamo che loro sembrano strani a noi quanto noi possiamo sembrarlo a loro e superati i preconcetti posso dire che ci sono delle cose di base che ci accomunano tutti, in fondo siamo ragazzi e abbiamo voglia di divertirci.
Quando entra in ballo la Korea io immaginavo il nerd che gioca a Starcraft o a warcraft III poichè nei vari world cyber games i koreani hanno dimostrato di avere certamente qualche marcia in più ripetto al resto del mondo in quel tipo di gioco (strategico in tempo reale).
La mia immaginazione non era andata molto lontana dalla realtà visto il Lan-Party di ieri nel quale Billy e Bacchettone sfidavano Batman e Puff-Daddy. Il risultato? 1-1.
Per il lavoro ovviamente Anc
