venerdì 1 maggio 2009

Arrivati!


Non si sa come e in una gran confusione di idee ci siamo ritrovati a Malpensa con il biglietto per Sydney in mano, Strano no?
Un giorno ti alzi dal letto e decidi che non ne puoi più di vedere che in Italia tutto va a rotoli, che di come vanno le cose nel mondo non sai niente e che forse da un'altra parte si sta meglio...
Quello che viene dopo è una naturale conseguenza e tutto succede con una velocità che aumenta in maniera esponenziale fino a quando non ti trovi imbarcato in un'aereo dell'Ethiad in classe Corall-Economy, oppure ad Abu Dhabi per lo scalo (40°C alle 8 e mezza di sera: un'inferno!).
E quando arrivi finalmente a Sydney non ti sembra vero, Dopo 19 ore di volo e 16000km percorsi niente ti sembra vero.
Recuperi i bagagli mangi qualcosa di commestibile e cerchi di arrivare all'ostello.
Ed eccoci qua: Pink House Backpakers in Barncleuth 6-8 potts points, sydney.

L'ostello è un misto tra la mansion di Resident Evil ed un centro sociale occupato autogestito.
Ad accoglierci una macabra lettera con alcune indicazioni, alcune lenzuola non del tutto pulite e le chiavi della stanza. Siamo entrati nella nostra quadrupla al piano terra attrezzata di: mini-lavabo, specchio facciale, una tv e una fantastica vista che si affaccia...sulle lavatrici!
Un indimenticabile aroma di cadavere ci rinfrescava i polmoni mentre ci avventavamo sulle nostre valige.
Dopo una doccia il mood generale era alle stelle: un po' per quel motivo e un po' perché non riuscivamo a stare in stanza con quella puzza abbiamo deciso di fare un giretto intorno all'ostello. Appena siamo usciti ci siamo accorti di aver preso la miglior decisione possibile. Orde di giovani ragazze vestite con soltanto qualche piccolo pezzo di stoffa che lasciava poco all'immaginazione passavano intorno a noi per raggiungere William Street, un lungo viale pieno zeppo di locali notturni, nights, supermercati aperti, internet points, grattaceli e una miriade di macchinoni: se guardavi la strada avevi l'impressione di essere finito in need for speed underground.
Come cigliegina sulla torta abbiamo deciso così di prendere una birretta in un pub prima di tornare in stanza per riordinare le idee. Abbiamo trovato un un pub carino con vetrate sulla strada, abbiamo preso posto e ci siamo seduti. Ad accentuare la sensazione di trovarci in una situazione irreale mentre guardavamo fuori dalla strada sono passati tre ragazzi nudi che correvano, proprio come nel video “what's my age again” dei blink 182, stessa scena...il pensiero che fosse tutto frutto della nostra immaginazione si faceva strada con maggior intensità.

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